A Marine Story Film: la nostra recensione



Questo è un film che fa pensare. Fa pensare alle stupide norme che ambienti omofobi come quelli militari, utilizzano per ‘preservare’ la reputazione del corpo. Come nel caso del corpo dei Marines americani, all’interno del quale vige l’ipocrita regola “Don’t Ask, Don’t Tell” (non chiedere e non dire), riferita a comportamenti non adatti ad un membro del glorioso corpo militare. Regola che si riferisce evidentemente alle scelte sessuali dei militari che, seppur vissute con enorme discrezione, rendono il militare stesso passibile di sanzioni pesanti, compreso il congedo forzato.

E’ il caso dell’affascinante soldatessa, pluridecorata Ufficiale di Marina Alex Everett che, seppur il dibattito sull’abolizione dell’omofoba regola fosse sempre più crescente all’interno del Congresso americano, non fa in tempo ad usufruire di tale abolizione. Viene congedata, con prove a suo carico irrisorie e una reputazione calpestata, anche nell’intimo.
Alex è così costretta a tornare nella cittadina d’origine, priva di stimoli e con la rabbia nel cuore. Qui viene invitata ad occuparsi di una ragazza difficile, Saffron, che per evitare la prigione è costretta a prepararsi per affrontare un campo di addestramento militare, sua unica salvezza. Alex accetta di addestrarla e tra le due donne nasce una grande complicità che non sfocia mai in qualcosa di sessuale. Ma forse il bello del film è proprio quello. Non è un film su una donna militare che seduce una ragazzina instabile. E’ un film sull’assurdità delle regole, sui pregiudizi, sulle norme militari che penalizzano moltissimi omosessuali, donne e uomini, che hanno come unico desiderio quello di poter servire il proprio paese. In taluni casi, perdere la propria vita per la patria.
La regia di Ned Farr è secca, decisa. Priva di fronzoli inutili. Proprio come il paesaggio desertico che accoglie la storia.
La protagonista Alex, è interpretata da Dreya Weber, già memorabile nella sua interpretazione in The Gymnast, altra delicata storia lesbo. Il film fa riflettere e fa sperare. Da vedere.