Crime D’Amour Film: recensione e trailer



Si parla troppo spesso di omosessualità femminile e si cerca di parlarne in modo il più corretto possibile, anche se spesso questo non accade. Cinematograficamente parlando, poi, sono ancora pochi, purtroppo, gli esempi positivi che in tal senso vengono rappresentati. Le coppie o le storie lesbo sono spesso mostrate con finali tragici o sofferenze emotive e fisiche da far accapponare la pelle. A prescindere che spesso esistono anche queste realtà, il modello di coppia lesbo non è soltanto questo. Anzi, a noi piace pensare che non sia o quantomeno non debba essere questo. E’ anche vero che le donne, per loro natura defnite ‘celebrali’ nel loro modo di amare, alcune volte danno vita a rapporti particolari. Ed è di un rapporto del genere che si parla nel film francese Crime D’Amour di Alain Corneau, con le bellissime ed affascinanti Ludivine Sagnier e Kristin Scott Thomas. La storia è quella di un confronto tra due donne.

L’ambiente è quello asettico e super competitivo di una multinazionale della quale Christine/Kristin Scott Thomas è l’indiscussa manager. Tra lei e una sua giovane e disciplinata dirigente Isabelle/Ludivine Sagnier si instaura un perverso ed intricato gioco di seduzione che non sfocierà mai in una storia d’amore nel senso stretto del termine, bensì in una continua ma sottile lotta per il dominio sull’altra che, da parte di Isabelle si spingerà decisamente oltre. Gli uomini ci sono, ma sono soggiogati dal potere sia seduttivo, sia in termini lavorativi che le due donne sanno esercitare mirabilmente su di loro. In generale il film è un thriller molto godibile, con incursioni psicologiche di gran classe ed immagini ben studiate, sia nelle inquadrature che nella fotografia.