Diritti Gay: il movimento è fuori dal Governo



Torniamo a parlare delle recenti Elezioni 2013. Ma questa volta, lo facciamo in un’ottica diversa rispetto alle solite polemiche che si sentono in giro in questi giorni. Ciò che infatti ci premeva sapere, era quali e quanti candidati vicini alle tematiche del movimento Lgbtqi sono stati eletti. Ebbene, andando ad informarsi in maniera un po’ più approfondita, c’è sicuramente da restare delusi. Di tutti i candidati che avrebbero potuto portare avanti le battaglie per i nostri diritti in Camera e Senato, soltanto tre sono stati eletti: si tratta di Ivan Scalfarotto, Sergio Lo Giudice e Alessandro Zan del Pd e Nichi Vendola del Sel. Tra i grandi esclusi, troviamo un nome caro al movimento Lgbtqi, cioè Anna Paola Concia del Pd, da sempre impegnata alla Camera in proposte volte a smuovere la fitta coltre di ipocrisia che si cela dietro ai diritti troppo a lungo negati. Nel caso della Concia, si vocifera che la deputata forse ha incominciato a dare un po’ troppo ‘fastidio’ ai piani alti del Pd, e per questa ragione è stata semplicemente buttata fuori grazie allo strumento elettorale. Alle Elezioni Regionali poi non è andata meglio: erano in molti a sperare che Imma Battaglia, fondatrice del ‘Dì Gay Project’ e creatrice del Gay Village di Roma, ce la facesse ad essere eletta nella Lista Civica per Zingaretti. Invece anche qui il risultato è deludente: solo 245 voti per lei… Insomma, se da una parte ci auguriamo che gli eletti Lgbtqi alla Camera e Senato facciano egregiamente il loro lavoro cercando il più possibile di portare avanti le tematiche che ci stanno di più a cuore, dall’altra non possiamo mascherare la grande delusione post elezioni, magari riflettendo tutti sul valore di un movimento che trae forza anche e soprattutto dall’unità dei soggetti coinvolti e dalla visione comune di un futuro migliore per tutti.

 

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