Film a tematica Lsb: tutti quelli da non perdere



Inauguriamo la serie di post dedicati ai film a tematica lesbica con tre titoli appartenenti a diversi generi ed anni di uscita. La tripletta che vi proponiamo è composta dal recentissimo I Ragazzi Stanno Bene di Lisa Cholodenko; Women di Jane Anderson, Martha Coolidge, Anne Heche e  Fucking Amal di Lukas Moodysson.
I Ragazzi Stanno Bene (The Kids are All right) è un film uscito nel 2011 con un cast d’eccezione: Annette Bening, Julianne Moore, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska e Josh Hutcherson sono i volti che danno vita ai personaggi del film, con il grande merito di riuscire ad essere comici ed intensi allo stesso tempo.
Nic e Jules sono una coppia lesbica di mezza età perfettamente rodata. Innamoratissime e compagne da lunga data, le due donne vivono in un ambiente familiare costruito nel tempo assieme ai due figli adolescenti, Joni e Laser.
Tutto scorre in serenità, fino a quando Laser non manifesta alla sorella maggiore il desiderio di conoscere il padre naturale. I due si rivolgeranno quindi alla banca del seme e scopriranno l’identità del padre, Paul, un dongiovanni patentato che gestisce un ristorante biologico a Los Angeles.
L’uomo verrà lentamente introdotto nella famiglia ed inizieranno i guai. Tra Nic e Jules infatti inizieranno a crearsi delle fratture, sino al tradimento più classico del caso. Il finale è comunque happy…
Per quanto riguarda la critica al film, non ci dilunghiamo troppo. La storia non è originalissima e non ci sono particolari colpi di scena, il plus della pellicole risiede più che altro nella normalizzazione della famiglia omosessuale, trattata al pari di una famiglia tradizionale e nemmeno questo tuttavia, dovrebbe risultare come una novità o una stupefacente innovazione culturale, dovrebbe essere cosi, e basta.

Il secondo film che vi proponiamo è Women, titolo originale If These Walls Could Talk. Il film è interpretato da Sharon Stone, Anne Heche, Ellen DeGeneres, Vanessa Redgrave; è del 1999 e può essere considerato un film cult della cinematografia lesbica.
La pellicola si snoda in tre diverse storie che hanno come tematica la condizione politica e personale delle donne lesbiche degli Stati Uniti. Le storie raccontate hanno in comune la stessa casa e prendono in considerazione diverse epoche storiche. La prima si svolge nel 1961, la seconda nel 1972 e l’ultima nel 2000.
Women è un film reale e realistico, con la forza tipica della denuncia che diventa grido di aiuto e di rivendicazione, un tema ancora oggi molto sentito in termini di diritti. Cosa accade ad esempio ad una coppia non legalmente riconosciuta quando uno dei due coniugi viene a mancare? Cosa avviene se una coppia non legalmente e socialmente purtroppo, riconosciuta, ha intenzione di avere un figlio? Il tono delle reazioni a simili quesiti è sempre il medesimo, quello che dovrebbe cambiare piuttosto è la modalità: agire per il diritto, questo è il problema. Non scopriamo comunque l’acqua calda… e lo sappiamo bene.
Film da vedere.

Ultimo titolo è Fucking Amal, film svedese del 1998 opera prima di Lukas Moodysson. Protagoniste del film sono Elin (Alexandra Dahlstrom) ed Agnes (Rebecka Liljieberg), due ragazze di 16 anni compagne di scuola in un piccolo istituto della cittadina di Amal. Agnes è una ragazza introversa, solitaria ed è irrimediabilmente innamorata di Elin, adolescente sicura di sè apparentemente ma con un grande tormento interiore. Nel giorno del compleanno di Agnes, i suoi genitori la costringono a dare una festa a casa a cui parteciperanno le sole Elin e sua sorella Jessica, capitate li solo per evitare un’altra festa indesiderata.
Elin e Jessica, scoperta l’omosessualità di Agnes scommettono venti corone su un bacio che vede come protagoniste proprio Agnes ed Elin. Una volta confessato lo scherzo, Elin e Jessica se ne vanno e raggiungono i propri amici nell’altro party, lasciando Agnes nello sconforto. Una volta arrivate però, Elin è presa dai sensi di colpa e tornerà sui suoi passi. Inizierà a questo punto un periodo di grande crisi emotiva che però si risolverà nel più tenero dei finali… evviva l’amore!