Gioco di Donna Film, la Recensione



Soltanto due nomi: Charlize Theron e Penélope Cruz! Sono queste due bellissime, sensuali e brave attrici a dare vita ad una storia di amicizia, di complicità e d’amore lesbo che si consuma sullo sfondo di due tra i periodi più drammatici della storia moderna, la Seconda Guerra mondiale e la guerra civile spagnola. Gilda, interpretata da Charlize Theron, è una donna che ama vivere secondo le proprie regole, basandosi solo su ciò che il destino ha riservato per lei, senza accettare nessun compromesso né imposizione che arriva dall’esterno. Il momento storico in cui Gilda vive, è quello difficile della Seconda Guerra mondiale che sta devastando l’Europa. Mia invece, cui presta il volto Penélope Cruz, sta fuggendo dalla guerra civile spagnola. Le due donne si incontrano a Parigi, dove condividono –insieme a Guy, l’uomo che Gilda frequenta saltuariamente- un appartamento.

Tra le due nasce una complicità grandissima, fatta di sguardi rubati, di tenerezze ma anche forti passioni, vissute purtroppo tra mille difficoltà, sia derivanti dal difficile contesto sociale nel quale le due si muovono, sia da forti contrasti interiori, soprattutto da parte della bionda Gilda che vive sempre a metà le sue pulsioni amorose. Fra l’altro, visti i tempi difficili e vista l’indole indomità e ribelle di Gilda, questa si ritroverà ad essere l’amante di molti ufficiali nazisti. La pellicola del 2004, scritta e diretta dal regista John Duigan, vista la tematica lesbo che lambisce –ma non ne è protagonista- la storia principale, e visto il periodo storico nel quale è ambientata, è stata spesso paragonata al film Henry & June. Ma, a ben vedere, tutto ciò che resta di questo Gioco di Donna, in termini di ‘film a tematica lesbo’, è solo una serie di scene ed episodi che di per sé non costituiscono il plot del film, seppur è innegabile che, vista anche la prorompente bellezza e sensualità delle due attrici protagoniste, certi passaggi rimango ben impressi nella mente. Indelebilmente…