Go Fish Film, la nostra recensione



Parliamo oggi di un altro film a tematica lesbo considerato un vero e proprio ‘cult’ del genere: ‘Go Fish –Segui il Pesce’ (1994). La regista Rose Troche, ci porta ad ‘immergerci’ (è proprio il caso di dirlo…), nel mondo variegato dell’omosessualità femminile. E lo fa con uno stile semplice quanto efficace, un taglio apparentemente amatoriale che però si arricchisce incredibilmente con la brillantezza dei dialoghi che risultano molto divertenti.

Go Fish ci mostra una serie di rapporti e relazioni che si instaurano tra le donne omosessuali, attraverso un gruppo di amiche molto diverse tra loro, ma accumunate dall’amore verso altre donne. Così, conosciamo Max, una ragazza piacente a cui però manca incredibilmente una stabile storia d’amore. Poi c’è Ely che, delusa fortemente da una ex della quale però è ancora innamorata, troverà nelle amiche la giusta forza e il sostegno per riconquistare la donna che ama.

Questi due personaggi principali, sono il fulcro intorno al quale ruota il tema dell’amore lesbico, della ricerca della felicità, della stabilità, della sessualità tra donne. E il tutto viene presentato con un’incredibile ironia, con un’allegria che spesso manca ai film a tematica lesbo in cui le vicende trovano quasi sempre finali drammatici o personaggi depressi ed infelici.

In Go Fish, tutto viene presentato con enorme naturalezza, senza falsi pudori, senza crogiolarsi troppo su situazioni pruriginose che avrebbero più l’effetto di stimolare ‘fantasie’ perverse piuttosto che concentrarsi sulla verità di un gruppo di esseri umani, con le loro emozioni e relazioni così uguali a quelle di chiunque altro.

Il titolo, è un’espressione che in italiano potrebbe suonare più o meno come ‘andare a donne’. E questa immediatezza di comunicazione –nei dialoghi e nelle immagini- è ciò che la regista Rose Troche ha voluto infondere in questo suo film, in cui l’essere lesbiche risulta semplicemente –tout court- la cosa più naturale del mondo…