Ho Sparato a Andy Warhol Film, la nostra recensione



Questo film si basa su un fatto di cronaca realmente accaduto e la storia si concentra tutta intorno alla figura della lesbica femminista radicale Valerie Solanas, scrittrice, attrice ed attivista, autrice fra l’altro del manifesto SCUM –che attaccava apertamente la cultura patriarcale-.

Nel film Ho Sparato a Andy Warhol (1996, per la regia di Mary Harron), seguiamo Valerie nel suo rapporto con il grande artista Warhol che, in quegli anni ’60, era diventato ben presto un punto di riferimento nella vita artistica e culturale. Ci troviamo a New York, nel 1968 e Valerie Solanas, dopo aver scritto per l’appunto il suo manifesto SCUM, riesce ad entrare in contatto con alcuni artisti della Factory di Andy Warhol. Una volta entrata nel giro culturale e conosciuto Warhol in persona, Valerie gli chiede senza mezzi termini –vista l’attività dell’artista di scopritore di talenti- di produrgli una pièce teatrale che aveva scritto, dal titolo ‘Up Your Ass’.

Andy la mette in contatto quindi con un suo amico editore di letteratura sovversiva, cioè Maurice Girodias. Ma, quello che fino a quel momento sembrava un processo artistico funzionale, a un certo punto assume invece connotati drammatici.

Valerie infatti, inizia a diventare paranoica, convincendosi del fatto che tra l’editore e Warhol sia in atto un atteggiamento complottistico nei suoi confronti.

La paranoia è tale che, accogliendo la teoria di Warhol stesso, riferita al fatto che presto tutte le persone avrebbero avuto ’15 minuti di popolarità’, decide di prendersi i suoi momenti di fama, sparandogli. La pellicola ha ottenuto un discreto successo ed è stata anche presentata al quarantanovesimo Festival del Cinema di Cannes, nella sezione Un Certain Regard.