Mistresses Serie Tv, la recensione



Oltre Lword ci sono diversi altri prodotti televisivi che ruotano intorno al tema dell’omosessualità femminile (e per fortuna, aggiungiamo noi…). Come questo Mistresses, una serie tv che è stata mandata in onda a partire da gennaio del 2008 per poi essere declinata in una seconda stagione, mandata in tv dal febbraio dell’anno successivo.

Rispetto alla più famosa serie americana (Lword, per l’appunto), questa Mistresses si presenta già come meno ‘patinata’. Probabilmente perché è stata ideata e prodotta interamente in Inghilterra dove, si sa, si bada un po’ meno all’aspetto puramente glamour dei prodotti. Ma, in questa serie tv, ciò che salta subito all’occhio è che i personaggi femminili che ne danno vita sono stati assolutamente bilanciati in maniera sapiente: ad ognuna di loro infatti, viene dato il giusto spazio che si equilibra perfettamente con gli altri ruoli.

Nessuna è ‘totalmente’ protagonista, quindi. Ma tutte e quattro le donne, sono importanti ai fini della storia nello stesso modo. Così seguimo le vicende di Siobhan (avvocato dalla carriera molto promettente), Trudi (che ha perso il marito durante i tragici eventi dell’11 settembre 2001), Katie (un medico che vive relazioni amorose intricate e a volte dai risvolti molto drammatici) e Jennifer ( una donna che ama essere libera sessualmente e senza vincoli sentimentali).

In particolare, nella vita di questa ultima protagonista, a un certo punto farà il suo ingresso Alex, un’affascinante fotografa lesbica che sta per sposare la sua compagna. Alex riuscirà a spostare le convinzioni di Jennifer circa l’amore e il sesso e le farà conoscere altri aspetti della sessualità. In primis l’amore fra donne…