Omosessualità in tv: e le lesbiche?



L’argomento ‘omosessualità’, come ben sappiamo, nella nostra Italia è ancora considerato piuttosto ‘spinoso’. Basta vedere le incredibili ed ingiustificate censure che, ancora oggi, molti prodotti destinati alla televisione subiscono. ù

E, parlando proprio di televisione, non si può non notare come l’omosessualità –quando si decide di affrontarla ‘apertamente’, viene presentata: solitamente, se si parla di talk show, ecco spuntare fuori i soliti gay dichiarati che sono costretti (pur di cercare di dare un po’ di visibilità al mondo lgbt), a raccontare le proprie storie personali. Quasi come se si stesse studiando un qualche animale raro… Come è accaduto durante la scorsa puntata di Domenica In, dove i personaggi in studio erano tutti intenti ad ‘analizzare’ la condizione dei gay.

Quindi, parte subito il servizio di presentazione dell’argomento dove, ecco, vengono sciorinati i soliti omosessuali noti (Alessandro Cecchi Paone, Leo Gullotta e Ivan Cattaneo, Tiziano Ferro e Ricky Martin). Fin qui nulla di nuovo, direte voi (purtroppo, aggiungiamo noi…). Considerato che si trattava di un programma della Rai, con un target principalmente di famiglie, tutto sommato ci è sembrato quasi ‘normale’ che l’argomento venisse presentato in questa maniera. Così come è apparso nella norma tutto il dibattito che ne è seguito (i soliti ‘pro’ e ‘contro’, di cui onestamente vi risparmiamo l’indagine, visto che si tratta di considerazioni a cui ognuno di noi può facilmente arrivare…).

Ma la cosa che davvero ci ha lasciato più basiti è il fatto che, all’interno del servizio sopra citato –quello di presentazione dell’argomento ‘omosessualità’ per intenderci- e durante il dibattito che ne è seguito, sembrava quasi che l’omosessualità femminile non esistesse.

Come se l’ultimo baluardo della moralità fosse saldamente aggrappato al concetto che la ‘donna non può essere gay, in quanto deve procreare’… Un tabù questo, che continua a colpirci, come se alla Rai le lesbiche fossero quasi degli animali mitologici, di cui tutti parlano sottovoce ma nessuno ha il coraggio di citare apertamente, né di nominare…