Priscilla La Regina del Deserto, cosa ne pensa Giovanardi?



Il nostro paese, purtroppo, è pieno zeppo di bigotti che rivestono ruoli politici o sociali di una certa rilevanza. Questo fa si che l’Italia continui a conservare quell’aspetto di arretratezza culturale che impedisce di evolversi come paese civile e democratico.

Uno di questi soggetti è sicuramente Carlo Giovanardi che non manca occasione per propinare le sue assurde accuse –spesso anche prive di stile, a dire il vero- contro gli omosessuali e il mondo lgbt in generale. Questa volta, l’ennesima perla Giovanardi ce la regala all’interno di un’intervista con Klaus Davi, dove l’argomento era il musical –tratto dal film omonimo- Priscilla (che va in scena a Milano da ben 3 mesi…).

Poiché la storia di Priscilla ruota intorno ad una drag queen che decide di affrontare un lungo viaggio solo per vedere il suo figlioletto di 8 anni che, una volta incontrato il padre impaiettato e truccato, non si scompone minimamente e lo accetta così com’è, omosessualità inclusa. Questa storia non deve essere andata troppo a genio a Giovanardi, vista la sua personalissima analisi della questione: “Credo che un padre che si rivela gay al proprio figlio di otto anni possa creargli problemi. Può capitare anche che un bambino abbia un padre o una madre che possono avere dei problemi, delle patologie.

Allora, sicuramente, chi si trova a vivere situazioni di questo tipo, anche nei confronti delle altre famiglie e degli altri bambini, qualche problema ce l’ha. Credo che un bambino di otto anni faccia fatica a orientarsi e a capire la situazione in cui si trova a vivere, confrontandola con altre. Secondo me qualche problema se lo pone”.

Forse, ciò che sfugge a Giovanardi è il fatto che non solo i film, per quanto ‘finzione, mostrano realtà possibili se non già analizzate e vissute, ma i bambini –a differenza dei grandi che rimangono arroccati nelle loro opinioni a volte fallaci- non hanno tutte le sovrastrutture del mondo adulto. I bambini sanno davvero guardare col cuore e amare con tutta l’anima. Forse dovremmo imparare un po’ più da loro, invece di pontificare su ciò che crediamo sia giusto o sbagliato…