The Foster, la serie lesbo di Jennifer Lopez boicottata



La famosissima cantante Jennifer Lopez, non si occupa in realtà solo di musica. Ultimamente, ha avviato una sorta di carriera collaterale che la vede vestire i panni di produttrice nell’ambito audiovisivo. Ma è proprio uno dei suoi prodotti che, in questi giorni, è stato duramente preso di mira da parte del bigotto stato dello Utah, negli Stati Uniti. Il motivo? ‘The Foster’, il telefilm prodotto dalla Lopez, ha come protagonista una coppia di donne lesbiche, Stef e Lena (una poliziotta e l’altra insegnante), che decidono di avere un figlio. Questa storia, non è piaciuta molto allo Utah, che ha deciso proprio di censurare l’intera serie, anche se si tratta di un prodotto audiovisivo molto ben fatto. Polemiche apparentemente incomprensibili, ma che, come nel caso di altre serie tv boicottate sempre dallo Utah (come ‘The New Normal’, sempre incentrata su una coppia gay…), trovano una radice comune nell’impossibilità di voler accettare un dato di fatto che ormai è sotto gli occhi di tutti: la società è cambiata e oggi –che si voglia oppure no- esistono anche altri modelli familiari, che non aderiscono necessariamente all’idea arcaica di ‘famiglia tradizionale’ cui, a quanto pare, ancora in moltissime parti del mondo ci si ostina a voler imporre su tutto. Dal canto suo, Jennifer Lopez non ha mai smesso un solo istante di difendere a spada tratta la sua serie televisiva, mettendosi di fatto contro i bigotti conservatori dell’associazione che ha fatto sì che The Foster venisse censurata nello Utah, la ‘One Million Moms’. L’associazione poi, basa la sua dura censura su basi ormai tristemente conosciute, come dichiarato apertamente in un comunicato: “mentre l’affido e l’adozione sono una cosa meravigliosa, questo programma tenta di ridefinire matrimonio e famiglia mostrando due mamme che crescono questi bambini insieme, e nessuno di questo materiale è accettabile per uno show per famiglie”. ‘Che noia, che barba’, direbbe qualcuno da lassù… Noi non possiamo far altro che sostenere la Lopez in questa battaglia contro la censura che, ahimè, spesso è più dilagante di quel che si immagini…