Viola di Mare: recensione e trailer



La cinematografia lesbo non è solo appannaggio di registi o autori esteri. Anche in Italia, ultimamente, ci si interessa all’argomento, tanto che non sono pochi quei registi che, direttamente o indirettamente, decidono di parlare di omosessualità femminile all’interno delle loro opere. E’ il caso della regista Donatella Maiorca che ha presentato al Festival Internazionale del film di Roma del 2009 il suo Viola di Mare. Storia ispirata a fatti realmente accaduti nella Sicilia dell’800 in cui un amore tra due donne era davvero uno scandalo inaccettabile ed ingestibile da parte di tutta la comunità bigotta. Il film racconta di Angela, giovane donna innamorata di Sara che, dopo essere stata scoperta, viene costretta dai suoi familiari e dal parroco del paesino a trasformarsi in Angelo. Cioè a rinunciare ad ogni forma del suo aspetto fisico che possa rimandare alla femminilità. Ad angela viene imposto di tagliarsi i capelli, di comprimersi il seno in delle strette fasce, così da non destare nessun dubbio da parte degli altri abitanti del luogo. Ma le due donne sono pronte a sfidare tutti e tutto, il bigottismo, l’ipocrisia, le regole imposte e poco giuste, la propria stessa famiglia, pur di continuare semplicemente ad amarsi. Tutta la pellicola è pervasa dalla passione, dalla delicatezza che i due personaggi principali, nonostante le difficoltà, riescono a trasmettere. La Maiorca è riuscita nell’intento di sdoganare del tutto l’argomento ‘amore lesbo’ all’interno del cinema italiano che, fino ad ora gli dedicava solo delle piccole incursioni. In Viola di Mare invece, l’Amore lesbo c’è e si vede. Si sente. Il cast è di tutto rispetto: Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Giselda Volodi, Maria Grazia Cucinotta, Marco Foschi, Alessio Vassallo, Lucrezia Lante Della Rovere, Corrado Fortuna, Aurora Quattrocchi, Ester Cucinotti. Da segnalare il fatto che il film è stato voluto e prodotto da Maria Grazia Cucinotta che figura anche tra i protagonisti.